Il Testimonial è una figura chiave, che gioca un ruolo delicato e rilevante nella costruzione di un brand.

Da sempre top model, calciatori e attori sono i protagonisti di spot pubblicitari di vario genere. Appaiono in TV, sui cartelloni pubblicitari e sulle pagine di riviste specifiche.

Tuttavia, il modo in cui un prodotto viene promosso attraverso il digitale è completamente diverso da quello usato negli altri canali. 

Nell’advertising classico il testimonial che presta viso e voce al prodotto o al servizio da pubblicizzare deve essere un personaggio facilmente riconoscibile. Quando la Pepsi attaccò la Coca-Cola con la campagna “Pepsi Generation”, scelse oculatamente i propri testimonial.

La campagna aveva come target i giovani. Il messaggio di fondo era “Tu non vuoi bere la stessa cosa che bevono tuo padre e tuo nonno. Tu sei la Pepsi generation”.

Come testimonial, negli anni 80/90, scelsero personaggi come Michael Jackson, Tina Turner, Lionel RitchieMichael J. FoxDavid Bowie, MadonnaCindy Crawford e le Spice Girls.

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Nel web, il concetto è più o meno lo stesso, ma assume forme diverse.

Per una azienda che vuole ottenere un risultato tangibile, non è sufficiente scegliere Cristiano Ronaldo perché ha 100 milioni di follower.

Se l’azienda che sceglie come testimonial Cristiano Ronaldo è Dove, difficilmente otterrà qualcosa.

Ce lo vedi Cristiano che si spalma il sapone e a favore di camera dice con voce soave: “Dove. Con un quarto di crema idratante.”

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Se si tratta di Nike, ovviamente il discorso cambia radicalmente.

 

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Fonte: SoccerBible

Ma non tutte le aziende possono permettersi Cristiano Ronaldo o Chiara Ferragni, anzi.

La realtà italiana è nota: il 96% delle imprese sono microimprese, con meno di 5 dipendenti.

La figura del testimonial quindi, è stata sostituita dal Brand Ambassador o da quella dell’Influencer (micro).

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Fonte: Mediakix

I compensi chiesti da queste figure sono accessibili a qualsiasi impresa.

Non si devono per forza investire decine di migliaia di euro in campagne di Influencer Marketing.

Un ragazzo che si muove bene sui social e che viaggia spesso può essere l’Influencer ideale per una piccola realtà che produce costumi da bagno, e per giungere ad un accordo, molto spesso basta regalargli qualche costume da indossare e sfoggiare su Instagram.

Minima spesa, massima resa.

Una volta che il brand ha un po’ più awareness e quindi un po’ più cassa, si può puntare un più in alto.