Content Marketing, come sfruttarlo per far crescere il tuo business

Fare un piano di content marketing è di fondamentale importanza per un’impresa che voglia essere presente online in modo corretto. Esserci non basta, anzi: può essere deleterio se non si è studiata con attenzione la pianificazione di tutti i contenuti, nei vari canali e con i linguaggi giusti per il target di riferimento.

Ecco perché dovresti proseguire e leggere questo articolo: strutturando una corretta strategia di content marketing puoi far crescere il tuo business e far fruttare davvero gli investimenti che fai o farai online.

Content Marketing, che cos’è

Da quando le porte del web si sono aperte, con le loro enormi opportunità da sfruttare e gli altrettanti trabocchetti pronti a stroncare la brand reputation di un’azienda, è definitivamente cambiato il modo di fare e pensare l’advertising.
Chi ha saputo e sa comprendere le dinamiche del web, vola. Chi non ci riesce, è destinato ad un pericoloso atterraggio di emergenza, che limiti in qualche modo i danni.

Se vuoi far parte del primo gruppo di imprenditori, devi assolutamente capire che cos’è il content marketing e attuarlo nella tua più ampia strategia di comunicazione.

Ecco la definizione: il content marketing è una particolare area del marketing che si occupa di studiare, creare e condividere contenuti, finalizzati ad acquisire clienti in target e a mantenerli ed accrescerli nel corso del tempo.

Quando parliamo di contenuti, non ci riferiamo solamente a dei testi, a degli articoli. Del content marketing fa parte ogni tipo di materiale creativo che possa essere condiviso con le tue potenziali buyer personas:

  • Articoli
  • Video
  • Ebook
  • Pdf
  • Infografiche
  • Webinar
  • Corsi
  • Podcast
  • Social

Lo scopo del content marketing non è quello di vendere in prima battuta. Ma di informare, educare, incuriosire, fidelizzare l’utente affinché, successivamente, decida di acquistare il nostro prodotto/servizio che, grazie ai contenuti da noi prodotti, vedrà come una risorsa, per lui fondamentale.

Perché un content marketing strategico fa la differenza

Inizi ad intravedere le opportunità di crescita che un content marketing strategico può offrire al tuo business?
Ma c’è di più.

Riflettiamo insieme su alcuni punti che chiaramente possono fare la differenza per il tuo brand.

  1. Crea una relazione con i tuoi potenziali consumatori. Che cosa vuol dire? Che lo stile push, il bombardamento di comunicazione e pubblicità non espressamente richieste, che negli anni ’90/2000 ha fatto la fortuna dell’advertising, oramai è morto e sepolto. Le persone hanno bisogno di sentirsi in contatto con il brand che scelgono, di percepire una condivisione di valori, di obiettivi, di strumenti attraverso i quali raggiungerli. Attraverso la produzione di contenuti ad hoc puoi entrare in relazione con il tuo target di riferimento e favorire un acquisto ripetuto.
  2. Attraili e ti seguiranno. Lo storytelling che il content marketing rende possibile è oggi il modo migliore per interessare la tua audience di riferimento. Raccontando delle “storie”, facendola sentire parte di un qualcosa di più grande, suscitando emozioni, otterrai la migliore delle pubblicità possibile per il tuo prodotto/servizio. Ecco perché qualche riga sopra abbiamo sottolineato come i contenuti debbano essere creati non per vendere ma per informare, incuriosire.
  3. Fatti trovare. Un piano di content marketing analizza non solo il target potenziale, ma anche il linguaggio ed i canali che quell’audience frequenta. Inutile, per farti un esempio, essere presente su TikToc, il nuovo social network emergente frequentato soprattutto dai millennials, se il tuo target è composto da persone tra i 40 ed i 60 anni. Non è lì che ti andranno a cercare: su Facebook di certo, su Instagram forse un po’ meno. Probabilmente preferiranno leggere articoli informativi su un blog scritto in maniera approfondita.

Come costruire un piano di content marketing

Ci sono alcuni step da seguire se vuoi dotarti di uno strumento strategico fondamentale come il piano di content marketing.
Per ottimizzare il lavoro, va svolta un’indagine approfondita dell’azienda, ma le fasi dalle quali non puoi prescindere sono:

  • Studio e definizione degli obiettivi
  • Tratteggio delle buyer personas
  • Analisi dei canali e dei linguaggi adeguati
  • Scelta dei contenuti da veicolare
  • Previsione di un calendario editoriale.

Pensi di avere tutti gli strumenti ora per iniziare a lavorare sull’implementazione di una strategia di content marketing?

Se ne hai bisogno, Laccademya è a tua disposizione con corsi di formazione studiati proprio per guidarti all’interno di alcuni aspetti del brand positioning: chiedici informazioni.


Social media marketing plan, perché dovresti averne uno

Avvieresti un’impresa senza aver studiato un business plan? Ovviamente no. Devi avere chiari costi fissi, costi variabili, ricavi ipotizzati, punti di pareggio, ammortamenti e tanti altri elementi, prima di lanciare un progetto. Allo stesso modo, non puoi muoverti sul web senza avere un Social Media Marketing Plan.

Se il tuo dubbio è “ma perché dovrebbe servire anche a me, che sono una piccola realtà?”, leggi fino alla fine e troverai la risposta.

Social media marketing plan, che cos'è

Entriamo subito nel vivo dell’argomento: il social media marketing plan, che cos'è?

In pochissime parole, il tuo piano marketing sul web, l’insieme delle azioni – e degli investimenti – da compiere su ogni piattaforma online che sia utile al tuo business.

Abbiamo già toccato due elementi imprescindibili da chiarire:

  • avere un budget da investire è necessario: l’idea che i social siano gratuiti ti farà solo perdere tempo e risorse
  • non devi essere necessariamente presente su tutti i social, ma solo su quelli che effettivamente sono adatti per la tua realtà.

Proprio come si fa con un piano marketing tradizionale, anche il Social Media Marketing Plan prevede delle fasi preliminari necessarie e fondamentali: l’analisi e la strategia.

Per decidere come e dove essere presente e dunque sviluppare un piano d’azione che sia coerente con i valori della tua brand identity e con quelli del tuo target di riferimento, dovrai quindi

  • stilare i tratti distintivi della tua potenziale audience
  • analizzare il posizionamento online attuale della tua realtà
  • studiare come si muovono i tuoi competitors

A questo punto, potrai iniziare a lavorare sulla strategia e quindi a costruire il tuo Social Media Marketing Plan.

Social Media Marketing Plan, perché ti è utile

Perché dovrebbe interessarti questo argomento? Non si poteva dare una risposta a questa domanda senza aver focalizzato e chiarito che cos’è un Social Media Marketing Plan.
Ora possiamo scendere nel pratico, che di certo è il terreno che più interessa professionisti ed imprenditori, a cui vogliamo rivolgerci come prima accademia d’Impresa italiana.

Ogni piccolo e medio imprenditore sa quanto far quadrare i conti sia fondamentale: la bilancia entrate/uscite è un parametro dal quale lo sguardo non si distoglie mai.

L’esempio fatto in apertura sul business plan è stato tutt’altro che casuale.

Avere un social media marketing plan che aiuti a spendere nei social in modo corretto, significa poter raggiungere un pubblico che non ha ancora espresso una ricerca evidente per quel servizio, ma che possiamo convertire lavorando su un bisogno latente. Come individuare questo pubblico? Attraverso geolocalizzazione ed interessi affini, possiamo targettizzarlo ed arrivare dunque a raggiungere persone potenzialmente più sensibili e ricettive ai nostri messaggi.

Essere presenti sui social in modo strategico permette di aumentare la visibilità del tuo brand e, di conseguenza, le possibilità di vendita, i clienti ed il tuo giro d’affari.

Perché studiare se poi delegherai questa attività?

È fondamentale che tu possa comprendere cos'è un Social Media Marketing Plan e sapere come si costruisce, anche se poi deciderai di affidare questo compito ad un’agenzia di comunicazione: conoscere ti permette di poter valutare se le proposte che ti vengono fatte sono professionali o meno. E, ancora una volta, di ottimizzare i tuoi investimenti.

Una volta che hai chiari obiettivi e strumenti per realizzarli, potrai confrontarti da pari a pari con l’interlocutore che avrai scelto per strutturare il tuo social media marketing plan: senza conoscenza ti affidi ciecamente nelle mani di qualcun altro ed è spesso un errore che costa molto in termini di tempo perso e investimenti bruciati, se hai la sfortuna di imbatterti nell’agenzia di comunicazione sbagliata.

Gli step per creare un Social Media Marketing Plan

Ora sai che cos'è un piano di social media marketing e perché è utile alla tua azienda. Facciamo un ulteriore passo in avanti: vediamo come si crea.
Per ora, ci limiteremo a darti degli spunti che poi, se vorrai, sarai tu stesso ad approfondire.

Scopriamo insieme gli step necessari per costruire il tuo piano marketing sui social:

  1. analizza l’attuale posizionamento online della tua azienda
  2. identifica il tuo target specifico e le sue caratteristiche
  3. studia in maniera strategica il tuo piano di content marketing (quali contenuti produrre, che tono di voce/stile debbono avere, su quali media essere presente)
  4. chiarisci le metriche che dovrai tenere sotto controllo (i dati che ti dicono se stai lavorando bene o meno)
  5. crea contenuti di elevata qualità e riconoscibili
  6. traccia ed analizza i dati (engagement, tassi di rimbalzo, conversioni, costo per click)
  7. ottimizza le tue azioni, in base all’interpretazione dei dati.

Vuoi conoscere le principali nozioni utili e gli strumenti che servono per sviluppare una strategia social efficace?

Sarà proprio l'argomento di uno dei prossimi workshop de Laccademya: continua a seguirci.


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Bisogni da appagare e logiche social: la Piramide di Maslow

Il marketing oggi è imprescindibile se vuoi fare impresa. Rendendo il concetto immediato, fare marketing significa capire come convincere le persone a fidarsi di te, ad acquistare da te.

La Piramide di Maslow è uno tra gli strumenti più illuminanti che pubblicitari e marketers abbiano utilizzato nel tempo per capire come soddisfare un bisogno o addirittura crearlo e far fatturare le aziende per le quali lavorano.

Ma come cambia l’approccio oggi, al tempo del web e dei social network? E soprattutto, perché dovrebbe interessarti?

Che cos’è la Piramide di Maslow

Maslow creò la teoria della piramide dei bisogni nel 1954. Quello che fece fu analizzare le motivazioni che spingono gli esseri umani all’azione e dare loro una gerarchia.

  1. Bisogni fisiologici

Soddisfare fame, sonno, sete, riproduzione è primario per l’essere umano. Sono bisogni collegati alla sopravvivenza e all’autoconservazione.

  1. Bisogni di sicurezza e protezione

Hanno a che fare con la sicurezza fisica e materiale di sé stessi e delle persone che fanno parte della nostra più ristretta cerchia di affetti.

  1. Bisogno di appartenenza

Coincide con la necessità di sentirsi parte di un gruppo: famiglia, amici, gruppo di lavoro. Essere accettati, amare ed essere amati.

  1. Bisogno di stima

Strettamente collegato al precedente, vogliamo che gli altri ci apprezzino, che vedano in noi

caratteristiche positive, che ci considerino, che rispettino la nostra opinione. Se questo accade, aumenta anche la nostra autostima.

  1. Bisogno di realizzazione del sé

È il gradino più alto della Piramide di Maslow, il punto di arrivo potremmo considerarlo. Appagati tutti gli altri bisogni, ci si può ora dedicare a sé stessi, ad esprimere potenzialità, creatività, spontaneità.

La Piramide di Maslow applicata al marketing

Quando proponi un prodotto ad un potenziale cliente, devi sapere in quale punto della Piramide di Maslow si trova il bisogno che, grazie a quell’oggetto o servizio, andrà a soddisfare.

Ecco perché ti è utile comprendere bene come questa teoria intervenga quotidianamente e praticamente nella generazione del tuo fatturato.

Per avere questa consapevolezza devi aver fatto un passaggio preliminare: aver stilato i tratti della/e tua buyer personas, definito chi è, che cosa fa, di cosa ha bisogno, perché, in quali tempistiche.
Svolgere questo compito di analisi è fondamentale perché le buyer personas altro non sono che i nostri clienti ideali, chi, da imprenditori, immaginiamo essere i perfetti destinatari del nostro prodotto/servizio.

La scelta di che cosa comunicare e come farlo, rappresenta la chiave di volta tra una vendita potenziale ed un incasso.

Come si suddividono i bisogni 

Le prime due macro categorie in cui si suddividono i bisogni sono:

  • Latenti
  • Espressi

Bisogni espressi

I bisogni espressi sono quelli per i quali le persone ricercano una soddisfazione immediata: hai sete, vuoi dell’acqua. Ma anche ti si è rotto lo smartphone, devi acquistarne un altro.
Sono sicuramente più semplici da intercettare, ma non necessariamente facili da convertire in acquisto.
Quanti smartphone ci sono in commercio? Perché acquistarne uno invece che un altro.

Bisogni latenti

I bisogni latenti sono tremendamente complicati da convertire perché, in pratica, non esistono ancora. Se hai l’armadio pieno di giacche, non hai l’effettiva necessità di acquistarne un’altra e neanche ci stai pensando.
Il marketing serve in questo caso a far nascere in te il bisogno di acquistare l’ennesima giacca.

Capisci dunque che le leve da utilizzare nello specifico saranno molto differenti.
Per rapportarci alla Piramide di Maslow potremmo collocare i bisogni espressi nei primi due scalini, mentre i latenti a partire dal terzo.

Applicare la Piramide di Maslow al web

Anche quando parliamo di web marketing possiamo utilizzare la Piramide di Maslow come cartina al tornasole, utile per ottimizzare i nostri sforzi ed arrivare diretti al target che ci interessa e portare a casa la vendita o la generazione di un lead, se è questo il nostro obiettivo.

In questo caso parleremo di

  • Bisogni espressi, quando ad esempio andiamo su Google, ci posizioniamo sulla barra di ricerca e digitiamo “vino rosso doc”. Sappiamo di avere una necessità e stiamo utilizzando il motore di ricerca per soddisfarla.
  • Bisogni latenti, quando siamo su Facebook, stiamo scorrendo il nostro diario e non abbiamo nessuna intenzione di acquistare una bottiglia di vino rosso doc. Tuttavia, se invitiamo qualcuno a cena o se ci concediamo una serata di relax, è proprio questo il vino che ci piace avere in tavola.

Se ci viene mostrata in una campagna ben fatta, che attira la nostra attenzione, con un messaggio ben costruito, che punta sulle leve giuste, potremmo concedere il nostro click: abbiamo fatto il primo passo, siamo entrati nel funnel che cercherà di convertire l’interesse latente, in un bisogno espresso.

I Social e la Piramide di Maslow

Molto interessante sia da un punto di vista sociologico che imprenditoriale è comprendere come anche i social network possano essere riletti alla luce della Piramide di Maslow e dunque come intercettare, grazie alle leve giuste, potenziali clienti.

Facebook, Instagram, Twitter e gli altri social network entrano nella Piramide di Maslow all’altezza del bisogno di appartenenza ed agiscono anche sul bisogno di stima e sulla realizzazione del sé.

Come si può applicare tutto questo praticamente? Come potresti utilizzarlo per aumentare la reputazione della tua azienda online e di conseguenza portare a casa un maggior numero di contatti o di vendite?

Sarà l’argomento di uno dei prossimi workshop de Laccademya, dedicato proprio al marketing ed ai social media.


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Brand Identity, le emozioni come veicolo di comunicazione

Brand identity: esempi famosi

Cosa si cela dietro ad un logo famoso?
Un logo racconta la storia di un brand, i valori che vuole incarnare o incarna, la mission, il suo posizionamento e la strategia.
In questo approfondimento ti raccontiamo alcuni esempi di loghi famosi per aiutarti ad associare i concetti di visual identity e brand a delle immagini che ti permettano di fissare ancora meglio tutta la parte teorica legata appunto al brand.

 

1. Coca-Cola

Uno dei marchi più famosi, con una brand identity forte, unica, riconoscibile.
Due soli colori, il rosso ed il bianco. Ai quali ne sono stati poi uniti altri, nel tempo, per differenziare varie linee.
Un font riconoscibile, così tanto da essere rinominato il font CocaCola.
Un impianto valoriale che è rimasto sempre costante nel tempo: è la bevanda della famiglia, della condivisione, dei momenti speciali.
Se vuoi una bevanda gassata, vuoi CocaCola.

 

2. Apple

Il lavoro fatto da Jobs ha quasi messo in secondo piano le specifiche tecniche dei prodotti, esaltando invece tutto quello che di immateriale si acquista rivolgendosi ad Apple: eleganza, status symbol, design. Possedere un iPhone, un Mac, un iPad non è avere un telefono, un computer, un tablet. È come fare parte di una cerchia elitaria. A nessuno interessa davvero quanto costi un iPhone e se il prezzo sia connaturato al valore tecnico dell’oggetto. Lo è alla percezione che di quell’oggetto si ha. E questo grazie alla Brand Identity.

 

3. Nike

Just do it. Fallo e basta. Per un’azienda che commercializza abbigliamento sportivo, puntare sull’idea di superare i propri limiti e raggiungere gli obiettivi che ci si è posti, è stata una scelta assolutamente vincente. Come quella di definire la brand identity anche grazie all’uso di testimonial che sono campioni riconosciuti dello sport mondiale in tutte le discipline.
Grazie a Nike puoi aspirare a diventare il migliore. Questo è ciò che tutta la strategia di comunicazione ci porta a pensare.

 

Brand Identity: come comunicare emozioni

In tutti gli esempi citati, abbiamo descritto delle emozioni, dei valori associati alla brand identity.

Lavorare sulla parte emotiva, entrare in empatia con il tuo target è un altro compito che spetta alla brand identity.
E che viene costruita attraverso tutti gli elementi che la compongono.

 

Mulino Bianco

Le merendine del Mulino Bianco sono state per anni l’unica ed assoluta merenda ad entrare nelle case gli italiani: la famiglia perfetta, l’armonia, il lato sempre divertente e giocoso, la qualità assoluta degli ingredienti, la bontà e la golosità. Sono tutti valori sui quali si è costruita l’identità di brand e che coincidono alla perfezione con i bisogni del target, anzi dei due target di riferimento, mamme e bambini.

Oggi che le caratteristiche del nucleo familiare sono cambiate e che sono molte di più le coppie di giovani ragazzi, si è avviato un altro filone, quello che coinvolge Pasotti e la Grimaudo: giovani, che sperimentano unendo alla tradizione innovazioni continue, che spesso parlano ai loro amici e li coinvolgono nella loro vita. La comunicazione si apre ad un nuovo modello di famiglia più conviviale, in cui entrano in gioco anche gli amici.
Una leggera virata, che non cambia i valori della brand identity aziendale, ma che li focalizza su un nuovo target: stesse emozioni, ma nuovo linguaggio.


brand identity perchè deve interessare anche te laccademya

Perché la brand identity deve interessare anche te

Parliamo di brand identity. Ma non sarà una sorta di lezione universitaria. Laccademya è la prima accademia d’impresa italiana: il nostro obiettivo è dare strumenti utili a fare impresa, che abbiano ricadute immediate e pratiche. Abbiamo certo bisogno di chiarire che cos’è la brand identity, ma soprattutto ci concentreremo sulla sua importanza in ottica di business e sulla sua capacità di impattare in modo positivo sul successo di un’azienda.

Brand Identity: che cos’è e perché ti è utile

Il più grande errore che si commette è quello di immaginare una coincidenza tra logo, marchio e brand identity.
In realtà invece, il logo è uno degli elementi che concorre alla creazione di una brand identity che sia unica e riconoscibile.

La prima cosa che devi sapere sulla brand identity è questa: è, spesso, ciò che differenzia un’azienda vincente, leader di mercato, da una che a stento sopravvive. La percezione che il consumatore ha del tuo brand e dunque dell’identità della tua azienda, è una delle leve che maggiormente lo conducono all’acquisto: se sei considerato il top, i tuoi prodotti/servizi saranno immediatamente i primi a cui pensano i consumatori se vogliono soddisfare un determinato bisogno.

Ecco perché costruire una brand identity forte, unica e riconoscibile ti è utile: perché contribuisce ad attrarre clienti.
Ecco perché vogliamo parlare della Brand identity come accademia d’impresa: la teoria è importante base di partenza, ma va declinata nel lavoro di ogni giorno per comprenderne a pieno l’efficacia.

Noi vendiamo i supermercati, non i prodotti” è una delle frasi più celebri di Albert Heijin, fondatore di Ahold, un colosso della GDO olandese con circa 3206 sedi in tutto il mondo.
Devi vendere prima la tua azienda e poi ciò che fai. Per questo ti serve la brand identity.

Che altro non è se non la personalità della tua azienda, i suoi valori, l’insieme delle promesse che contiene, comunicata al tuo target di riferimento in modo forte, unico, riconoscibile.
Tre parole queste che stiamo ripetendo appositamente, come per stamparle nella mente di chi legge.

Brand Identity: definizione

Che cos’è dunque la brand identity?
È il modo in cui l’azienda vuole/deve presentarsi ai potenziali consumatori. Poggia su alcuni elementi imprescindibili che sono:

  • nome
  • logo
  • payoff
  • mission
  • value proposition
  • tone of voice.

A monte c’è un lavoro enorme di analisi il cui obiettivo è capire come vuoi che la tua azienda sia percepita dal tuo target e che cosa il tuo target potrebbe volere dalla tua azienda.
Più la brand identity che costruisci è forte, unica e riconoscibile da un lato e dall’altro coerente con i bisogni e valori del tuo target, più il tuo business ne guadagnerà.

Brand Identity: differenza con la visual identity

Altro errore molto diffuso è quello di confondere la brand identity con la visual identity. Sono in realtà due concetti complementari e non coincidenti.
Anche la visual identity deve essere forte, unica e riconoscibile. Ma va considerata come una parte della brand identity: tutti gli aspetti visivi che costituiscono l’identità di marca quali logo, font, colori, design.

Per chi fa impresa avere chiari quali sono gli errori da non commettere quando si sta costruendo la propria identità di brand è fondamentale: rappresenta un risparmio in termini di tempo e di investimento ed un vantaggio competitivo da spendere nella lotta al posizionamento.

Brand Identity, perché non interessa solo le grandi aziende

Il marketing non è materia solo per i grandi colossi, per le multinazionali, per le aziende da milioni di euro di fatturato. Anzi: il marketing è ancora più importanti per le PMI che devono ottimizzare ogni loro investimento, oltre al tempo ed alle risorse.

Avere un brand identity forte, unica e riconoscibile ti permette di smettere di competere solo ed esclusivamente sul prezzo: una guerra tra poveri che, spesso, porta solamente ad assottigliare i margini di guadagno.
Se lavori bene alla costruzione della tua identità di brand, riuscirai a posizionarti nella mente del consumatore come la prima – se non l’unica – risposta utile alla soddisfazione del suo bisogno.

Parlare di brand identity agli imprenditori significa mostrare chiaramente quali sono i vantaggi spendibili nell’immediato. Più la tua identità di brand è forte, unica e riconoscibile, minore sarà la CPA cioè il Costo Per Acquisizione: in pratica, spendi meno per ottenere contatti. Ed i contatti sono potenziali clienti.

Inoltre, se spostiamo il focus dall’esterno all’interno, se il brand dell’azienda è percepito come importante, questo sarà anche motivo di orgoglio e motivazione per i tuoi dipendenti che saranno portati a dare di più, perché si riconosceranno parte di qualcosa di grande. Le persone sono il cuore pulsante di un’azienda, più sono motivate, più producono e soprattutto meglio producono.


Ti interessa approfondire?

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L’identità di brand attraverso caratteri e colori

Definire l’identità di brand è tanto complesso quanto importante: dice chi sei all’esterno ed influenza la presa sul target di riferimento. Vediamo come utilizzare caratteri e colori.

Il tuo obiettivo, come imprenditore, deve essere quello di costruire un’identità di brand forte, che sia il trampolino di lancio per far sì che i tuoi prodotti e servizi siano percepiti dal target di riferimento come la risposta migliore ai loro bisogni.

Detto così, potrebbe sembrarti anche semplice, ma in realtà è un lavoro lungo e complesso, che difficilmente puoi portare a termine in maniera positiva, se non sei estremamente preparato sul tema. Potresti pensare che da imprenditore il tuo compito sia altro: far quadrare i conti, selezionare i giusti professionisti, pensare all’innovazione di prodotto. È vero. Ma non è più sufficiente.

Anche se ti affidi a qualcun altro per creare l’identità di brand della tua azienda, devi essere consapevole ed informato. Da qui nasce la nostra idea di creare un’accademia d’impresa che abbia proprio te come target di riferimento specifico.

Prima di realizzare un brand di successo, devi capire e sapere come si fa.
Il primo passo è sicuramente lavorare sulla brand image quindi:

  • Logotipo
  • Pittogramma
  • Naming
  • Payoff

Sul brand name ti abbiamo già dato alcuni suggerimenti. Ora occupiamoci di come creare l’identità di marchio attraverso caratteri e colori.

Brand identity: immagini, font, colori

Ci sono realtà che hanno costruito la loro identità di brand in maniera così efficace che ogni parte del loro logo è riconoscibile a sé stante.

Questo significa che hanno centrato perfettamente la comunicazione. Vediamo alcuni esempi.

Entrambi non hanno bisogno del testo che li completa per essere riconoscibili. Chiunque sa che queste due immagini rappresentano Apple e Starbucks.

Stesso discorso possiamo fare con il font associato ad altri marchi famosi.

 

Vero, abbiamo preso esempi di colossi. Che però hanno costruito parte della loro fortuna proprio sull’identità di brand, partendo da ciò che è immediatamente visibile, per poi costruire tutta una narrazione, uno storytelling che poggi sui valori che si riconoscono e che sono quelli che il target di riferimento va a cercare.

Quali sono i consigli che possiamo quindi darti se sei all’inizio e devi ancora creare il tuo logo o se l’hai già fatto ma riconosci che manca di caratterizzazione e non sia rispondente all’identità di brand che vuoi costruire?

  1. Cerca di utilizzare un tipo di font che non sia già stato utilizzato da altri marchi, specie se estremamente famosi
  2. Evita di utilizzare molti colori, scegline uno al massimo due, perché la semplicità è quella che paga
  3. Scegli i colori facendo un attento studio del loro significato in comunicazione, capisci su che emozione vuole giocare il tuo marchio e qual è il colore giusto per farlo.

Ti interessa approfondire?

Il 26 settembre 2019 Laccademya organizza un workshop sulla Brand Identity. Scopri di più.


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Tone of voice: come parla il tuo brand

Scegli a chi comunicare. Scegli cosa dire. Ma devi anche scegliere come dirlo: qual è il tone of voice giusto per il tuo brand, lo sai?

In comunicazione, spesso, come dici qualcosa è più importante di ciò che dici. Per creare una brand identity rilevante, è necessario lavorare sul tone of voice.
Cioè decidere qual è il giusto modo di esprimersi, in relazione al target di riferimento ed al messaggio che dobbiamo trasmettere.

Il tone of voice contribuisce a creare l’identità del tuo brand, perché è anche attraverso di esso che si instaura un legame con il potenziale consumatore: dobbiamo saper parlare la sua lingua se vogliamo che ci ascolti.

In quali e quanti modi declinarlo

Che cosa dobbiamo dunque analizzare prima di scegliere il tone of voice del nostro brand?

Prendi carta e penna e inizia a segnare:

  • target di riferimento
  • canale di comunicazione
  • media utilizzato per comunicare

Per il target, il tono della comunicazione potrà rimanere sempre lo stesso: una volta che ti sei stilato tutta la caratterizzazione delle buyer personas che possono essere interessate al tuo brand e dunque ai tuoi prodotti, avrai chiaro il modo migliore di rivolgerti a loro.

Sarà un linguaggio più o meno tecnico? Preferirai un tono serio, ironico, divertente, istituzionale? Scenderai nei dettagli o rimarrai in superficie? Andrai diretto o sarai evocativo?

Dovrai invece sempre prevedere un riadattamento a seconda del canale e del media che deciderai di utilizzare.
Facciamo un esempio: se decidi di produrre uno spot video, saprai che non può avere la stessa durata se trasmesso in tv oppure pubblicato su facebook. Dovrai quindi riadattare la lunghezza del contenuto video. Se passa in tv, la voce narrante è la scelta giusta, altrimenti, meglio prevedere delle scritte, che però devono essere leggibili.

Tone of voice, consigli pratici

Avrai capito che scegliere il tone of voice giusto per il tuo brand è tutt’altro che facile. E’ un complesso sistema di azioni, tutte collegate le une alle altre.

Il consiglio è quello di prepararti una sorta di check-list, grazie alla quale puoi allinearti ed arrivare alla fine alla scelta giusta

  1. Chiarisci l’identità che il tuo brand deve avere
  2. Definisci il o i target di riferimento (buyer personas)
  3. Fatti uno storyboard, una sorta di narrazione che vuoi effettuare, attraverso i vari canali
  4. Decidi se hai bisogno o meno di un testimonial
  5. Definisci le parole chiave che vuoi utilizzare
  6. Analizza costantemente il comportamento della tua audience per capire se c’è bisogno di aggiustamenti

Ovviamente, il tone of voice è solo uno degli aspetti che concorre a formare una brand identity: continua a seguire il nostro blog e tieni sempre d’occhio le sezioni dedicate ad eventi e workshop per non perderti alcun dettaglio.


brand awareness blog laccademya

Cos’è la Brand Awareness

Tra le tante parole importanti del marketing di cui è importante comprendere il significato, sicuramente avere chiaro che cos’è la brand awareness è fondamentale. Perché? Leggi per scoprirlo!

Ne avrai di certo sentito parlare, ma sai cos’è la brand awareness?
In tanti si spacciano per guru del marketing e devono la loro fortuna quasi solamente alla capacità di snocciolare termini altisonanti, di cui la maggior parte delle persone e degli imprenditori ignora il reale significato.

Se vuoi costruire un’immagine forte per la tua azienda, lavorare per ottenere un’alta fidelizzazione del cliente, trasformare il potenziale interessato in un cliente soddisfatto è assolutamente necessario che tu non solo sappia cos’è la brand awareness, ma soprattutto come migliorarla.

La consapevolezza della marca

Puoi proporre il prodotto o servizio migliore al mondo, ma se non sei in grado di comunicarlo, di convincere le persone che sei il non plus ultra, allora sarai sconfitto in partenza. Ed anche aziende che hanno potenzialmente un prodotto/servizio di minore qualità, ma che sanno vendersi meglio, ti supereranno.

Ecco cos’è la brand awareness e perché è importante per la tua azienda.

Ma andiamo un po’ più nello specifico. Perché questo è il nostro pane quotidiano, noi che essendo la prima Accademia d’Impresa in Italia ci siamo posti come obiettivo proprio quello di aiutare le imprese, soprattutto le PMI, a crescere.

Volendo dare una definizione semplice che spieghi che cos’è la brand awareness potremmo dire che è la notorietà di una marca, rispetto al suo target di riferimento.
Se ti dico automobili di lusso, tra le lampadine che ti si accendono in mente ci saranno sicuramente Jaguar, Porsche, Ferrari. Difficilmente, non ce ne voglia, penserai alla Fiat.
Oppure se parliamo di abbigliamento sportivo, subito la mente va al baffo della Nike o all’Adidas. Sicuramente saprai che anche Decathlon ha una sua marca di scarpe ed abbigliamento sportivo, ma dubito che te la ricordi.

Più padroneggi la consapevolezza del che cos’è la brand awareness e maggiori sono le possibilità che hai di posizionarti nella mente del tuo potenziale cliente come l’unica o la migliore delle alternative.

Se sei riconoscibile, se hai delle caratteristiche che ti vengono riconosciute come uniche, se la domanda dell’utente ha il tuo brand come risposta, allora stai lavorando nel modo giusto.
Altrimenti: devi correre ai ripari!

Brand Awareness e Valori Aziendali

La coerenza è un valore fondamentale non solo per le persone, ma anche per le aziende. Nel definire che cos’è la brand awareness parliamo quindi anche della coincidenza tra le richieste ed i valori che appartengono al tuo target e quelli che la tua marca comunica.

Ti farò degli esempi di brand famosissimi, perché così sono più semplici da comprendere. Non credere però che tu non possa fare il loro stesso percorso: certo probabilmente non hai i capitali da investire come quelli di alcuni colossi mondiali, ma probabilmente i tuoi obiettivi non sono neppure su scala internazionale. Le grandi aziende servono da spunto, da case history alle quali ispirarsi per costruire poi la propria strada.

  • Apple: che cosa ti aspetti se compri un prodotto di questa marca? Eleganza, semplicità, funzionalità, protezione da qualsiasi tipo di virus, status symbol, tecnologia. E che cosa ottieni una volta portato a casa un loro prodotto? Esattamente questo!
  • CocaCola: hanno lavorato sulla loro brand awareness per fare in modo di essere associati a valori familiari, condivisione di momenti importanti, amicizia, divertimento, calore a livello emotivo. E infatti, se devi fare una cena con gli amici, la CocaCola non manca mai, così come se stai pensando ad una bevanda che i tuoi figli o nipoti sicuramente apprezzeranno, pensi proprio a lei.

Vuoi fare un percorso di creazione di un brand che sia riconoscibile e, quindi, forte?
Puoi seguire i nostri corsi e avrai gli strumenti per farlo!


che cos'è il digital marketing blog laccademya

Che cos’è il Digital Marketing?

Il marketing è cambiato moltissimo nel tempo, soprattutto perché un nuovo canale è subentrato, accentrando su di sé molte attenzione: il web. Scoprire che cos’è il digital marketing è fondamentale per costruire una giusta strategia di brand.

Quando si parla di comunicazione, dedicarsi solo ad un solo canale – a meno di casi estremi – è sicuramente un errore. Bisogna però riconoscere che comprendere che cos’è il digital marketing e soprattutto posizionarsi in modo corretto sul web sia oggi per un brand una leva fondamentale.

Abbandonare gli altri canali di comunicazione è sicuramente pericoloso perché il brand positioning è costituito da molti elementi. Ma puntare sul web oggi è necessario, così come essere sempre al passo con i mille cambiamenti, quasi giornalieri, dei media web.

Definizioni ed applicazioni

Abbiamo scelto le migliore definizioni e ne abbiamo creato una creasi, per aiutarti a comprendere che cos’è il digital marketing: l’insieme di tutte le attività di marketing condotte da un’impresa utilizzando strumenti e canali digitali, per posizionarsi sul web, analizzare costantemente la propria presenza, profilare il target, ottimizzare le strategie.

Come vedi, è qualcosa di molto complesso. Soprattutto perché abbiamo parlato di

  • Attività
  • Strumenti
  • Canali

Questo significa che una strategia di digital marketing deve essere declinata utilizzando canali, linguaggi, messaggi, call to action, differenti e studiati in base non solo al target di riferimento ma al media digitale che si sta utilizzando.

Avendo più chiaro che cos’è il digital marketing, comprenderai anche come il tuo brand debba avere una capacità fondamentale: rimanere sempre lo stesso, ma plasmarsi sulle esigenze comunicative del supporto che stai utilizzando.

Quali sono le competenze di un digital marketer?

Strettamente collegata alla comprensione di che cos’è il digital marketing, c’è la definizione delle competenze della figura che se ne occupa e cioè il digital marketer.
Che tu voglia in prima persona prendere in mano il destino del tuo brand o che tu voglia affidarti a qualcuno che sia in grado di svolgere il lavoro per te, se non hai almeno le basi, rischi di fare un buco nell’acqua grandioso.

Formarsi su questo aspetto è dunque fondamentale – e puoi iniziare a farlo partecipando al Brand Identity Workshop del 26 settembre – così come avere chiaro il panorama di riferimento degli strumenti necessari per costruire una strategia di digital marketing.

Il digital marketer dovrà padroneggiare aspetti tecnici inerenti SEO e SEM, nonché avere competenze legate a Google Ads, email marketing, funnel, lead generation, social media marketing.

Costruire un’identità di brand nell’epoca del digitale, come vedi, è molto più complesso di quanto potresti pensare!